48 milioni di profughi ambientali nel 2017 per il cambio climatico

A CAUSA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI NUOVA ONDATA DI PROFUGHI NEL 2017. Quarantadue milioni di persone costrette ad abbandonare le loro case nel 2016: nel 2017 questo...



48 milioni di profughi ambientali nel 2017 per il cambio climatico

A CAUSA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI NUOVA ONDATA DI PROFUGHI NEL 2017. Quarantadue milioni di persone costrette ad abbandonare le loro case nel 2016: nel 2017 questo numero salirà a 48 milioni.

Secondo i dati elaborati da Avvenia, uno dei maggiori player italiani nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, a causa dei cambiamenti climatici 42 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case nel 2016.

Nel 2011 i migranti climatici ed ambientali erano “appena” 18 milioni, un numero che è raddoppiato nel 2015 passando a 36 milioni e che secondo le stime di Avvenia salirà ancora superando i 48 milioni nel 2017 a causa delle inevitabili alluvioni, siccità ed altri eventi metereologici estremi.

In merito ai Paesi di origine, circa la metà di loro proviene da Siria, Yemen e Iraq, e l’altra metà altri da vari Paesi africani e dall’Asia meridionale ed orientale, con India, Cina e Nepal in testa.

«E se le migrazioni ambientali sono per la stragrande maggioranza migrazioni interne, una parte sempre maggiore di loro rischia la vita per raggiungere le coste europee» commentano gli analisti di Avvenia.

Sempre a causa dei cambiamenti climatici si stima che nei prossimi 30 anni il Fiume Giallo, lo Yangtze, il Gange, l’Indo, l’Eufrate, il Giordano, il Nilo e molti altri fiumi soffriranno una riduzione di portata d’acqua del 30%, a fronte di un aumento della domanda di acqua per energia, agricoltura ed usi domestici.

Se non si implementeranno adeguate politiche di efficientamento energetico, secondo le stime di Avvenia entro il 2050 si potrebbero superare i 250 milioni di rifugiati climatici. E non vi saranno solo i migranti ambientali, ma anche coloro che migreranno a causa delle guerre che nasceranno dall’insorgere degli squilibri ambientali.

É possibile fare marcia indietro? Gli esperti di Avvenia sono sicuri di sì, se si adottassero maggiori programmi di efficientamento energetico nei Paesi più industrializzati. «Se invece non faremo nulla per limitare i cambiamenti climatici, dovremo attenderci migrazioni sempre più numerose» avverte l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia.

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