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“Essendo le nostre famiglie in difficoltà poiché lo Stato da decenni ci paga con 300 euro al mese in meno degli altri corpi, abbiamo provato a fare acquisti con le numerose medaglie che già abbiamo ma nessuno ce le ha accettate, ora chi lo dice alle nostre mogli che al posto di provvedimenti legislativi di giusta equiparazione retributiva con gli altri corpi ci rifilano l’ennesima medaglia ?”. Cosi Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco ha ironicamente commentato le dichiarazioni del sottosegretario Bocci oggi che oggi in visita presso il Comando di Ascoli Piceno ha annunciato il conferimento della medaglia d’oro al Corpo. “Abbiamo estremo rispetto per il Presidente della Repubblica Mattarella e per l’impegno del Sottosegretario Bocci verso i Vigili del Fuoco ma – chiarisce Brizzi – siamo considerati da troppo tempo corpo di serie B in quanto a retribuzioni e pensioni, sottopagati rispetto alla Polizia, stesso ministero dell’ interno dove Alfano continua a fare figli e figliastri. Lo stesso avviene per le pensioni, non ci riconoscono i servizi operativi come gli altri corpi.  E il paradosso è che continuiamo a ricevere medaglie, attestazioni, lodi e soprattutto le dimostrazioni di affetto dei cittadini ma nessuna vera attenzione politica per recuperare la differenza con gli altri corpi. Nella legge di bilancio Renzi, nonostante i suoi abbracci pubblici ai vigili del fuoco non ha messo un solo centesimo per questo scopo e lo consideriamo un affronto. Eppure non chiediamo privilegi, solamente avere la stessa dignità istituzionale, retributiva e pensionistica che hanno gli altri corpi e siamo certi che tutti i cittadini ne sarebbero felici. Il Presidente Mattarella sa che i vigili del fuoco sono in questa condizione e che la medaglia suona come l’ennesimo paradosso ? Noi continueremo a servire il paese senza fermarci perché la sicurezza dei cittadini è per noi missione di vita, ma a questo punto ci appelliamo anche al Presidente della Repubblica”.">Terremoto: Conapo, per Vigili Fuoco meno medaglie, chiediamo pari dignità altri corpi“Essendo le nostre famiglie in difficoltà poiché lo Stato da decenni ci paga con 300 euro al mese in meno degli altri corpi, abbiamo provato a fare acquisti con le numerose medaglie che già abbiamo ma nessuno ce le ha accettate, ora chi lo dice alle nostre mogli che al posto di provvedimenti legislativi di giusta equiparazione retributiva con gli altri corpi ci rifilano l’ennesima medaglia ?”. Cosi Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco ha ironicamente commentato le dichiarazioni del sottosegretario Bocci oggi che oggi in visita presso il Comando di Ascoli Piceno ha annunciato il conferimento della medaglia d’oro al Corpo. “Abbiamo estremo rispetto per il Presidente della Repubblica Mattarella e per l’impegno del Sottosegretario Bocci verso i Vigili del Fuoco ma – chiarisce Brizzi – siamo considerati da troppo tempo corpo di serie B in quanto a retribuzioni e pensioni, sottopagati rispetto alla Polizia, stesso ministero dell’ interno dove Alfano continua a fare figli e figliastri. Lo stesso avviene per le pensioni, non ci riconoscono i servizi operativi come gli altri corpi.  E il paradosso è che continuiamo a ricevere medaglie, attestazioni, lodi e soprattutto le dimostrazioni di affetto dei cittadini ma nessuna vera attenzione politica per recuperare la differenza con gli altri corpi. Nella legge di bilancio Renzi, nonostante i suoi abbracci pubblici ai vigili del fuoco non ha messo un solo centesimo per questo scopo e lo consideriamo un affronto. Eppure non chiediamo privilegi, solamente avere la stessa dignità istituzionale, retributiva e pensionistica che hanno gli altri corpi e siamo certi che tutti i cittadini ne sarebbero felici. Il Presidente Mattarella sa che i vigili del fuoco sono in questa condizione e che la medaglia suona come l’ennesimo paradosso ? Noi continueremo a servire il paese senza fermarci perché la sicurezza dei cittadini è per noi missione di vita, ma a questo punto ci appelliamo anche al Presidente della Repubblica”." alt="

Terremoto: Conapo, per Vigili Fuoco meno medaglie, chiediamo pari dignità altri corpi

“Essendo le nostre famiglie in difficoltà poiché lo Stato da decenni ci paga con 300 euro al mese in meno degli altri corpi, abbiamo provato a fare acquisti con le numerose medaglie che già abbiamo ma nessuno ce le ha accettate, ora chi lo dice alle nostre mogli che al posto di provvedimenti legislativi di giusta equiparazione retributiva con gli altri corpi ci rifilano l’ennesima medaglia ?”. Cosi Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco ha ironicamente commentato le dichiarazioni del sottosegretario Bocci oggi che oggi in visita presso il Comando di Ascoli Piceno ha annunciato il conferimento della medaglia d’oro al Corpo. “Abbiamo estremo rispetto per il Presidente della Repubblica Mattarella e per l’impegno del Sottosegretario Bocci verso i Vigili del Fuoco ma – chiarisce Brizzi – siamo considerati da troppo tempo corpo di serie B in quanto a retribuzioni e pensioni, sottopagati rispetto alla Polizia, stesso ministero dell’ interno dove Alfano continua a fare figli e figliastri. Lo stesso avviene per le pensioni, non ci riconoscono i servizi operativi come gli altri corpi.  E il paradosso è che continuiamo a ricevere medaglie, attestazioni, lodi e soprattutto le dimostrazioni di affetto dei cittadini ma nessuna vera attenzione politica per recuperare la differenza con gli altri corpi. Nella legge di bilancio Renzi, nonostante i suoi abbracci pubblici ai vigili del fuoco non ha messo un solo centesimo per questo scopo e lo consideriamo un affronto. Eppure non chiediamo privilegi, solamente avere la stessa dignità istituzionale, retributiva e pensionistica che hanno gli altri corpi e siamo certi che tutti i cittadini ne sarebbero felici. Il Presidente Mattarella sa che i vigili del fuoco sono in questa condizione e che la medaglia suona come l’ennesimo paradosso ? Noi continueremo a servire il paese senza fermarci perché la sicurezza dei cittadini è per noi missione di vita, ma a questo punto ci appelliamo anche al Presidente della Repubblica”.">

“Essendo le nostre famiglie in difficoltà poiché lo Stato da decenni ci paga con 300 euro al mese in meno degli altri corpi, abbiamo provato a fare acquisti con le numerose medaglie che già abbiamo ma nessuno ce le ha accettate, ora chi lo dice alle nostre mogli che al posto di provvedimenti legislativi di giusta equiparazione retributiva con gli altri corpi ci rifilano l’ennesima medaglia ?”. Cosi Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco ha ironicamente commentato le dichiarazioni del sottosegretario Bocci oggi che oggi in visita presso il Comando di Ascoli Piceno ha annunciato il conferimento della medaglia d’oro al Corpo. “Abbiamo estremo rispetto per il Presidente della Repubblica Mattarella e per l’impegno del Sottosegretario Bocci verso i Vigili del Fuoco ma – chiarisce Brizzi – siamo considerati da troppo tempo corpo di serie B in quanto a retribuzioni e pensioni, sottopagati rispetto alla Polizia, stesso ministero dell’ interno dove Alfano continua a fare figli e figliastri. Lo stesso avviene per le pensioni, non ci riconoscono i servizi operativi come gli altri corpi.  E il paradosso è che continuiamo a ricevere medaglie, attestazioni, lodi e soprattutto le dimostrazioni di affetto dei cittadini ma nessuna vera attenzione politica per recuperare la differenza con gli altri corpi. Nella legge di bilancio Renzi, nonostante i suoi abbracci pubblici ai vigili del fuoco non ha messo un solo centesimo per questo scopo e lo consideriamo un affronto. Eppure non chiediamo privilegi, solamente avere la stessa dignità istituzionale, retributiva e pensionistica che hanno gli altri corpi e siamo certi che tutti i cittadini ne sarebbero felici. Il Presidente Mattarella sa che i vigili del fuoco sono in questa condizione e che la medaglia suona come l’ennesimo paradosso ? Noi continueremo a servire il paese senza fermarci perché la sicurezza dei cittadini è per noi missione di vita, ma a questo punto ci appelliamo anche al Presidente della Repubblica”.">

Terremoto: Conapo, per Vigili Fuoco meno medaglie, chiediamo pari dignità altri corpi

“Essendo le nostre famiglie in difficoltà poiché lo Stato da decenni ci paga con 300 euro al mese in meno degli altri corpi, abbiamo provato a fare acquisti con le numerose medaglie che già abbiamo ma nessuno ce le ha accettate, ora chi lo dice alle nostre mogli che al posto di provvedimenti legislativi di giusta equiparazione retributiva con gli altri corpi ci rifilano l’ennesima medaglia ?”. Cosi Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei vigili del fuoco ha ironicamente commentato le dichiarazioni del sottosegretario Bocci oggi che oggi in visita presso il Comando di Ascoli Piceno ha annunciato il conferimento della medaglia d’oro al Corpo. “Abbiamo estremo rispetto per il Presidente della Repubblica Mattarella e per l’impegno del Sottosegretario Bocci verso i Vigili del Fuoco ma – chiarisce Brizzi – siamo considerati da troppo tempo corpo di serie B in quanto a retribuzioni e pensioni, sottopagati rispetto alla Polizia, stesso ministero dell’ interno dove Alfano continua a fare figli e figliastri. Lo stesso avviene per le pensioni, non ci riconoscono i servizi operativi come gli altri corpi.  E il paradosso è che continuiamo a ricevere medaglie, attestazioni, lodi e soprattutto le dimostrazioni di affetto dei cittadini ma nessuna vera attenzione politica per recuperare la differenza con gli altri corpi. Nella legge di bilancio Renzi, nonostante i suoi abbracci pubblici ai vigili del fuoco non ha messo un solo centesimo per questo scopo e lo consideriamo un affronto. Eppure non chiediamo privilegi, solamente avere la stessa dignità istituzionale, retributiva e pensionistica che hanno gli altri corpi e siamo certi che tutti i cittadini ne sarebbero felici. Il Presidente Mattarella sa che i vigili del fuoco sono in questa condizione e che la medaglia suona come l’ennesimo paradosso ? Noi continueremo a servire il paese senza fermarci perché la sicurezza dei cittadini è per noi missione di vita, ma a questo punto ci appelliamo anche al Presidente della Repubblica”.

“Essendo le nostre famiglie in difficoltà poiché lo Stato da decenni ci paga con 300 euro al mese in meno degli altri corpi, abbiamo provato a fare acquisti con le numerose medaglie che già...

A poco più di una settimana dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale di INGV Terremoti ha localizzato complessivamente oltre 3200 eventi: 140 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 13 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0 (quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto con alle ore 04:33 italiane nella zona di Norcia (PG). Dalle 08.00 di questa mattina (ora dell’ultimo aggiornamento) sono stati 4 gli eventi di magnitudo maggiore o uguale di 3.0. Il terremoto più forte, di magnitudo M 3.9, è stato localizzato alle ore 15:23 italiane in provincia di Ascoli Piceno nei pressi di Arquata del Tronto. Inoltre, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Terremoti) ha iniziato la revisione dei terremoti avvenuti nei giorni scorsi in Italia centrale. In particolare, sono stati localizzati alcuni eventi che in una prima fase non è stato possibile analizzare perché in molti casi si sovrapponevamo i segnali di due terremoti. I terremoti localizzati sono alcuni eventi avvenuti il 24 agosto, nelle prime 3 ore dopo l’evento principale delle 03:36. Tra questi un terremoto di magnitudo M 4.5 registrato a distanza di un solo minuto, alle ore 03:37 italiane, con epicentro in Provincia di Rieti nelle vicinanze di Accumoli.">Terremoti Rieti Perugia Ascoli Piceno L’Aquila e Teramo: oltre 3200 repliche dal 24 agostoA poco più di una settimana dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale di INGV Terremoti ha localizzato complessivamente oltre 3200 eventi: 140 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 13 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0 (quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto con alle ore 04:33 italiane nella zona di Norcia (PG). Dalle 08.00 di questa mattina (ora dell’ultimo aggiornamento) sono stati 4 gli eventi di magnitudo maggiore o uguale di 3.0. Il terremoto più forte, di magnitudo M 3.9, è stato localizzato alle ore 15:23 italiane in provincia di Ascoli Piceno nei pressi di Arquata del Tronto. Inoltre, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Terremoti) ha iniziato la revisione dei terremoti avvenuti nei giorni scorsi in Italia centrale. In particolare, sono stati localizzati alcuni eventi che in una prima fase non è stato possibile analizzare perché in molti casi si sovrapponevamo i segnali di due terremoti. I terremoti localizzati sono alcuni eventi avvenuti il 24 agosto, nelle prime 3 ore dopo l’evento principale delle 03:36. Tra questi un terremoto di magnitudo M 4.5 registrato a distanza di un solo minuto, alle ore 03:37 italiane, con epicentro in Provincia di Rieti nelle vicinanze di Accumoli." alt="

Terremoti Rieti Perugia Ascoli Piceno L’Aquila e Teramo: oltre 3200 repliche dal 24 agosto

A poco più di una settimana dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale di INGV Terremoti ha localizzato complessivamente oltre 3200 eventi: 140 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 13 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0 (quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto con alle ore 04:33 italiane nella zona di Norcia (PG). Dalle 08.00 di questa mattina (ora dell’ultimo aggiornamento) sono stati 4 gli eventi di magnitudo maggiore o uguale di 3.0. Il terremoto più forte, di magnitudo M 3.9, è stato localizzato alle ore 15:23 italiane in provincia di Ascoli Piceno nei pressi di Arquata del Tronto. Inoltre, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Terremoti) ha iniziato la revisione dei terremoti avvenuti nei giorni scorsi in Italia centrale. In particolare, sono stati localizzati alcuni eventi che in una prima fase non è stato possibile analizzare perché in molti casi si sovrapponevamo i segnali di due terremoti. I terremoti localizzati sono alcuni eventi avvenuti il 24 agosto, nelle prime 3 ore dopo l’evento principale delle 03:36. Tra questi un terremoto di magnitudo M 4.5 registrato a distanza di un solo minuto, alle ore 03:37 italiane, con epicentro in Provincia di Rieti nelle vicinanze di Accumoli.">

A poco più di una settimana dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale di INGV Terremoti ha localizzato complessivamente oltre 3200 eventi: 140 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 13 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0 (quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto con alle ore 04:33 italiane nella zona di Norcia (PG). Dalle 08.00 di questa mattina (ora dell’ultimo aggiornamento) sono stati 4 gli eventi di magnitudo maggiore o uguale di 3.0. Il terremoto più forte, di magnitudo M 3.9, è stato localizzato alle ore 15:23 italiane in provincia di Ascoli Piceno nei pressi di Arquata del Tronto. Inoltre, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Terremoti) ha iniziato la revisione dei terremoti avvenuti nei giorni scorsi in Italia centrale. In particolare, sono stati localizzati alcuni eventi che in una prima fase non è stato possibile analizzare perché in molti casi si sovrapponevamo i segnali di due terremoti. I terremoti localizzati sono alcuni eventi avvenuti il 24 agosto, nelle prime 3 ore dopo l’evento principale delle 03:36. Tra questi un terremoto di magnitudo M 4.5 registrato a distanza di un solo minuto, alle ore 03:37 italiane, con epicentro in Provincia di Rieti nelle vicinanze di Accumoli.">

Terremoti Rieti Perugia Ascoli Piceno L’Aquila e Teramo: oltre 3200 repliche dal 24 agosto

A poco più di una settimana dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale di INGV Terremoti ha localizzato complessivamente oltre 3200 eventi: 140 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 13 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0 (quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto con alle ore 04:33 italiane nella zona di Norcia (PG). Dalle 08.00 di questa mattina (ora dell’ultimo aggiornamento) sono stati 4 gli eventi di magnitudo maggiore o uguale di 3.0. Il terremoto più forte, di magnitudo M 3.9, è stato localizzato alle ore 15:23 italiane in provincia di Ascoli Piceno nei pressi di Arquata del Tronto. Inoltre, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Terremoti) ha iniziato la revisione dei terremoti avvenuti nei giorni scorsi in Italia centrale. In particolare, sono stati localizzati alcuni eventi che in una prima fase non è stato possibile analizzare perché in molti casi si sovrapponevamo i segnali di due terremoti. I terremoti localizzati sono alcuni eventi avvenuti il 24 agosto, nelle prime 3 ore dopo l’evento principale delle 03:36. Tra questi un terremoto di magnitudo M 4.5 registrato a distanza di un solo minuto, alle ore 03:37 italiane, con epicentro in Provincia di Rieti nelle vicinanze di Accumoli.

A poco più di una settimana dall’inizio della sequenza con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale di INGV Terremoti ha localizzato complessivamente oltre...

La sequenza in corso in questi giorni interessa l’area fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti. L’evento che al momento risulta il principale della sequenza (24 agosto, ore 03.36 italiane) è localizzato in una zona che ha una storia sismica piuttosto lacunosa. Secondo il più recente catalogo sismico CPTI15 (Rovida et al., 2016, aggiornato al 2015) il più antico tra i terremoti locali oggi noti avvenne nel luglio 1627 (Accumoli, Io 7-8 MCS, Mw 5.3); di esso si hanno scarse notizie sul danneggiamento di pochi edifici importanti di Accumoli (Monachesi e Castelli, 1992). Il massimo terremoto locale oggi noto avvenne il 7 ottobre 1639 (Amatrice, Io 9-10 MCS, Mw 6.2) e devastò il centro urbano di Amatrice e le località circostanti con caratteristiche che ricordano in maniera impressionante il quadro di elevata distruttività che si va delineando in seguito all’evento di questa mattina. Il terremoto del 1639 fu seguito, pochi anni dopo da due eventi di energia più moderata, avvenuti nel 1646 (Monti della Laga, Io 9 MCS, Mw 5.9) e nel 1672 (Amatrice, Io 7-8 MCS, Mw 5.3). Nel Settecento e per gran parte dell’Ottocento al catalogo non risultano eventi locali; l’attività sismica riprende alla fine dell’Ottocento con alcuni eventi di moderata energia localizzati ad Accumoli (1883, Io 7 MCS, Mw 5.1; 1910, Io 5-6 MCS, Mw 4.6; 1950, Io 4-5 MCS, Mw 4.7), ecc. L’ultimo terremoto locale significativo risale al 1963 (Amatrice, Io 7 MCS, Mw 4.7). La relativa povertà della storia sismica (eventi con I≥5.5) delle principali località dell’area (Accumoli, Amatrice) è tipica delle zone montane dagli insediamenti sparsi e le cui vicende tendono a restare ai margini dell’attenzione della storiografia ufficiale. Le testimonianze storiche disponibili prima del Novecento sono distribuite su di un arco cronologico ristretto (la segnalazione più antica è del 1639) e tendono a riguardare esclusivamente gli effetti più gravi. Un confronto con le storie sismiche di alcune località significative delle aree circostanti [L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti] lascia pensare che il livello di incompletezza di questo quadro sia piuttosto elevato. Il solo terremoto per cui si dispone di dati relativamente dettagliati sugli effetti ad Accumoli e Amatrice è quello dell’ottobre 1639, unico evento distruttivo localizzato nell’area dal 1000 in poi. Va infine ricordato che le località interessate dalla sequenza in corso subirono gli effetti dei fortissimi terremoti del 1703 (Valnerina); le testimonianze disponibili sono però estremamente generiche (danni gravissimi, vittime).A cura di Romano Camassi e Viviana Castelli, (INGV Bologna). Fonte con tutte le foto e le mappe delle cartine geografiche in questo articolo.">INGV Terremoti: Sequenza sismica in Italia centrale, la sismicità storica dell’areaLa sequenza in corso in questi giorni interessa l’area fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti. L’evento che al momento risulta il principale della sequenza (24 agosto, ore 03.36 italiane) è localizzato in una zona che ha una storia sismica piuttosto lacunosa. Secondo il più recente catalogo sismico CPTI15 (Rovida et al., 2016, aggiornato al 2015) il più antico tra i terremoti locali oggi noti avvenne nel luglio 1627 (Accumoli, Io 7-8 MCS, Mw 5.3); di esso si hanno scarse notizie sul danneggiamento di pochi edifici importanti di Accumoli (Monachesi e Castelli, 1992). Il massimo terremoto locale oggi noto avvenne il 7 ottobre 1639 (Amatrice, Io 9-10 MCS, Mw 6.2) e devastò il centro urbano di Amatrice e le località circostanti con caratteristiche che ricordano in maniera impressionante il quadro di elevata distruttività che si va delineando in seguito all’evento di questa mattina. Il terremoto del 1639 fu seguito, pochi anni dopo da due eventi di energia più moderata, avvenuti nel 1646 (Monti della Laga, Io 9 MCS, Mw 5.9) e nel 1672 (Amatrice, Io 7-8 MCS, Mw 5.3). Nel Settecento e per gran parte dell’Ottocento al catalogo non risultano eventi locali; l’attività sismica riprende alla fine dell’Ottocento con alcuni eventi di moderata energia localizzati ad Accumoli (1883, Io 7 MCS, Mw 5.1; 1910, Io 5-6 MCS, Mw 4.6; 1950, Io 4-5 MCS, Mw 4.7), ecc. L’ultimo terremoto locale significativo risale al 1963 (Amatrice, Io 7 MCS, Mw 4.7). La relativa povertà della storia sismica (eventi con I≥5.5) delle principali località dell’area (Accumoli, Amatrice) è tipica delle zone montane dagli insediamenti sparsi e le cui vicende tendono a restare ai margini dell’attenzione della storiografia ufficiale. Le testimonianze storiche disponibili prima del Novecento sono distribuite su di un arco cronologico ristretto (la segnalazione più antica è del 1639) e tendono a riguardare esclusivamente gli effetti più gravi. Un confronto con le storie sismiche di alcune località significative delle aree circostanti [L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti] lascia pensare che il livello di incompletezza di questo quadro sia piuttosto elevato. Il solo terremoto per cui si dispone di dati relativamente dettagliati sugli effetti ad Accumoli e Amatrice è quello dell’ottobre 1639, unico evento distruttivo localizzato nell’area dal 1000 in poi. Va infine ricordato che le località interessate dalla sequenza in corso subirono gli effetti dei fortissimi terremoti del 1703 (Valnerina); le testimonianze disponibili sono però estremamente generiche (danni gravissimi, vittime).A cura di Romano Camassi e Viviana Castelli, (INGV Bologna). Fonte con tutte le foto e le mappe delle cartine geografiche in questo articolo." alt="

INGV Terremoti: Sequenza sismica in Italia centrale, la sismicità storica dell’area

La sequenza in corso in questi giorni interessa l’area fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti. L’evento che al momento risulta il principale della sequenza (24 agosto, ore 03.36 italiane) è localizzato in una zona che ha una storia sismica piuttosto lacunosa. Secondo il più recente catalogo sismico CPTI15 (Rovida et al., 2016, aggiornato al 2015) il più antico tra i terremoti locali oggi noti avvenne nel luglio 1627 (Accumoli, Io 7-8 MCS, Mw 5.3); di esso si hanno scarse notizie sul danneggiamento di pochi edifici importanti di Accumoli (Monachesi e Castelli, 1992). Il massimo terremoto locale oggi noto avvenne il 7 ottobre 1639 (Amatrice, Io 9-10 MCS, Mw 6.2) e devastò il centro urbano di Amatrice e le località circostanti con caratteristiche che ricordano in maniera impressionante il quadro di elevata distruttività che si va delineando in seguito all’evento di questa mattina. Il terremoto del 1639 fu seguito, pochi anni dopo da due eventi di energia più moderata, avvenuti nel 1646 (Monti della Laga, Io 9 MCS, Mw 5.9) e nel 1672 (Amatrice, Io 7-8 MCS, Mw 5.3). Nel Settecento e per gran parte dell’Ottocento al catalogo non risultano eventi locali; l’attività sismica riprende alla fine dell’Ottocento con alcuni eventi di moderata energia localizzati ad Accumoli (1883, Io 7 MCS, Mw 5.1; 1910, Io 5-6 MCS, Mw 4.6; 1950, Io 4-5 MCS, Mw 4.7), ecc. L’ultimo terremoto locale significativo risale al 1963 (Amatrice, Io 7 MCS, Mw 4.7). La relativa povertà della storia sismica (eventi con I≥5.5) delle principali località dell’area (Accumoli, Amatrice) è tipica delle zone montane dagli insediamenti sparsi e le cui vicende tendono a restare ai margini dell’attenzione della storiografia ufficiale. Le testimonianze storiche disponibili prima del Novecento sono distribuite su di un arco cronologico ristretto (la segnalazione più antica è del 1639) e tendono a riguardare esclusivamente gli effetti più gravi. Un confronto con le storie sismiche di alcune località significative delle aree circostanti [L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti] lascia pensare che il livello di incompletezza di questo quadro sia piuttosto elevato. Il solo terremoto per cui si dispone di dati relativamente dettagliati sugli effetti ad Accumoli e Amatrice è quello dell’ottobre 1639, unico evento distruttivo localizzato nell’area dal 1000 in poi. Va infine ricordato che le località interessate dalla sequenza in corso subirono gli effetti dei fortissimi terremoti del 1703 (Valnerina); le testimonianze disponibili sono però estremamente generiche (danni gravissimi, vittime).A cura di Romano Camassi e Viviana Castelli, (INGV Bologna). Fonte con tutte le foto e le mappe delle cartine geografiche in questo articolo.">

La sequenza in corso in questi giorni interessa l’area fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti. L’evento che al momento risulta il principale della sequenza (24 agosto, ore 03.36 italiane) è localizzato in una zona che ha una storia sismica piuttosto lacunosa. Secondo il più recente catalogo sismico CPTI15 (Rovida et al., 2016, aggiornato al 2015) il più antico tra i terremoti locali oggi noti avvenne nel luglio 1627 (Accumoli, Io 7-8 MCS, Mw 5.3); di esso si hanno scarse notizie sul danneggiamento di pochi edifici importanti di Accumoli (Monachesi e Castelli, 1992). Il massimo terremoto locale oggi noto avvenne il 7 ottobre 1639 (Amatrice, Io 9-10 MCS, Mw 6.2) e devastò il centro urbano di Amatrice e le località circostanti con caratteristiche che ricordano in maniera impressionante il quadro di elevata distruttività che si va delineando in seguito all’evento di questa mattina. Il terremoto del 1639 fu seguito, pochi anni dopo da due eventi di energia più moderata, avvenuti nel 1646 (Monti della Laga, Io 9 MCS, Mw 5.9) e nel 1672 (Amatrice, Io 7-8 MCS, Mw 5.3). Nel Settecento e per gran parte dell’Ottocento al catalogo non risultano eventi locali; l’attività sismica riprende alla fine dell’Ottocento con alcuni eventi di moderata energia localizzati ad Accumoli (1883, Io 7 MCS, Mw 5.1; 1910, Io 5-6 MCS, Mw 4.6; 1950, Io 4-5 MCS, Mw 4.7), ecc. L’ultimo terremoto locale significativo risale al 1963 (Amatrice, Io 7 MCS, Mw 4.7). La relativa povertà della storia sismica (eventi con I≥5.5) delle principali località dell’area (Accumoli, Amatrice) è tipica delle zone montane dagli insediamenti sparsi e le cui vicende tendono a restare ai margini dell’attenzione della storiografia ufficiale. Le testimonianze storiche disponibili prima del Novecento sono distribuite su di un arco cronologico ristretto (la segnalazione più antica è del 1639) e tendono a riguardare esclusivamente gli effetti più gravi. Un confronto con le storie sismiche di alcune località significative delle aree circostanti [L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti] lascia pensare che il livello di incompletezza di questo quadro sia piuttosto elevato. Il solo terremoto per cui si dispone di dati relativamente dettagliati sugli effetti ad Accumoli e Amatrice è quello dell’ottobre 1639, unico evento distruttivo localizzato nell’area dal 1000 in poi. Va infine ricordato che le località interessate dalla sequenza in corso subirono gli effetti dei fortissimi terremoti del 1703 (Valnerina); le testimonianze disponibili sono però estremamente generiche (danni gravissimi, vittime).A cura di Romano Camassi e Viviana Castelli, (INGV Bologna). Fonte con tutte le foto e le mappe delle cartine geografiche in questo articolo.">

INGV Terremoti: Sequenza sismica in Italia centrale, la sismicità storica dell’area

La sequenza in corso in questi giorni interessa l’area fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti. L’evento che al momento risulta il principale della sequenza (24 agosto, ore 03.36 italiane) è localizzato in una zona che ha una storia sismica piuttosto lacunosa. Secondo il più recente catalogo sismico CPTI15 (Rovida et al., 2016, aggiornato al 2015) il più antico tra i terremoti locali oggi noti avvenne nel luglio 1627 (Accumoli, Io 7-8 MCS, Mw 5.3); di esso si hanno scarse notizie sul danneggiamento di pochi edifici importanti di Accumoli (Monachesi e Castelli, 1992). Il massimo terremoto locale oggi noto avvenne il 7 ottobre 1639 (Amatrice, Io 9-10 MCS, Mw 6.2) e devastò il centro urbano di Amatrice e le località circostanti con caratteristiche che ricordano in maniera impressionante il quadro di elevata distruttività che si va delineando in seguito all’evento di questa mattina. Il terremoto del 1639 fu seguito, pochi anni dopo da due eventi di energia più moderata, avvenuti nel 1646 (Monti della Laga, Io 9 MCS, Mw 5.9) e nel 1672 (Amatrice, Io 7-8 MCS, Mw 5.3). Nel Settecento e per gran parte dell’Ottocento al catalogo non risultano eventi locali; l’attività sismica riprende alla fine dell’Ottocento con alcuni eventi di moderata energia localizzati ad Accumoli (1883, Io 7 MCS, Mw 5.1; 1910, Io 5-6 MCS, Mw 4.6; 1950, Io 4-5 MCS, Mw 4.7), ecc. L’ultimo terremoto locale significativo risale al 1963 (Amatrice, Io 7 MCS, Mw 4.7). La relativa povertà della storia sismica (eventi con I≥5.5) delle principali località dell’area (Accumoli, Amatrice) è tipica delle zone montane dagli insediamenti sparsi e le cui vicende tendono a restare ai margini dell’attenzione della storiografia ufficiale. Le testimonianze storiche disponibili prima del Novecento sono distribuite su di un arco cronologico ristretto (la segnalazione più antica è del 1639) e tendono a riguardare esclusivamente gli effetti più gravi. Un confronto con le storie sismiche di alcune località significative delle aree circostanti [L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti] lascia pensare che il livello di incompletezza di questo quadro sia piuttosto elevato. Il solo terremoto per cui si dispone di dati relativamente dettagliati sugli effetti ad Accumoli e Amatrice è quello dell’ottobre 1639, unico evento distruttivo localizzato nell’area dal 1000 in poi. Va infine ricordato che le località interessate dalla sequenza in corso subirono gli effetti dei fortissimi terremoti del 1703 (Valnerina); le testimonianze disponibili sono però estremamente generiche (danni gravissimi, vittime).A cura di Romano Camassi e Viviana Castelli, (INGV Bologna). Fonte con tutte le foto e le mappe delle cartine geografiche in questo articolo.

La sequenza in corso in questi giorni interessa l’area fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti. L’evento che al momento risulta il principale...

A poche ore dal violento sisma che ha colpito il Centro Italia, il Club alpino italiano si mobilita per aiutare le aree interessate tra Lazio, Marche e Umbria. Tra le prime azioni concrete, oltre ad una tempestiva presa di contatto con i responsabili delle Regioni interessate, vi è stata l’apertura di un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle vittime del terremoto. Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, esprimendo il sincero cordoglio di tutto il Sodalizio per le vittime e la piena solidarietà, che non dovrà essere solo formale, alle popolazioni e ai Soci del CAI colpiti dal terremoto, ha dichiarato: “ancora una volta, a così breve distanza dal tragico sisma che nell’aprile 2009 ha colpito l’Abruzzo, le nostre Regioni dell’Italia centrale sono teatro di un altro drammatico evento naturale. Pur nella convinzione che le popolazioni colpite sapranno reagire con le capacità e la determinazione che le contraddistinguono, il CAI tutto deve sentirsi impegnato in una solidarietà concreta e in una vicinanza, per quanto possibile, anche operativa. Il conto immediatamente aperto vuole essere una prima risposta a favore del territorio e delle vittime”. Le coordinate bancarie per chiunque volesse contribuire a questo gesto di solidarietà sono:

Conto corrente “IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)” Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21 IBAN IT06 D056 9601 6200 0001 0373 X15

Il Presidente del CAI Lazio Fabio Desideri, recatosi ad Amatrice (RI), uno dei comuni più colpiti dal sisma, in mattinata ha affermato: “l’ospedale è inagibile, tutti i posti letto sono stati trasferiti fuori. Gli accessi al paese sono bloccati, passano solo i mezzi di soccorso. Al momento le condizioni meteo sono buone e non ostacolano le operazioni, è già stato allestito qualche accampamento per accogliere le persone sfollate”. Diversi Soci marchigiani del CAI, come ricorda il Presidente del CAI Marche Lorenzo Monelli, si sono già “resi disponibili a recarsi nelle aree teatro del terremoto per dare il proprio aiuto alle operazioni di soccorso”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del CAI Umbria Paolo Vandone: “ci stiamo coordinando con gli altri Gruppi regionali territorialmente coinvolti per capire insieme cosa serve, dove serve e come poter dare il nostro aiuto nella maniera più efficace possibile”. https://twitter.com/CAI150/status/768391228819898368">Terremoto Centro Italia, il Club alpino italiano apre raccolta fondi per le popolazioni colpiteA poche ore dal violento sisma che ha colpito il Centro Italia, il Club alpino italiano si mobilita per aiutare le aree interessate tra Lazio, Marche e Umbria. Tra le prime azioni concrete, oltre ad una tempestiva presa di contatto con i responsabili delle Regioni interessate, vi è stata l’apertura di un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle vittime del terremoto. Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, esprimendo il sincero cordoglio di tutto il Sodalizio per le vittime e la piena solidarietà, che non dovrà essere solo formale, alle popolazioni e ai Soci del CAI colpiti dal terremoto, ha dichiarato: “ancora una volta, a così breve distanza dal tragico sisma che nell’aprile 2009 ha colpito l’Abruzzo, le nostre Regioni dell’Italia centrale sono teatro di un altro drammatico evento naturale. Pur nella convinzione che le popolazioni colpite sapranno reagire con le capacità e la determinazione che le contraddistinguono, il CAI tutto deve sentirsi impegnato in una solidarietà concreta e in una vicinanza, per quanto possibile, anche operativa. Il conto immediatamente aperto vuole essere una prima risposta a favore del territorio e delle vittime”. Le coordinate bancarie per chiunque volesse contribuire a questo gesto di solidarietà sono:

Conto corrente “IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)” Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21 IBAN IT06 D056 9601 6200 0001 0373 X15

Il Presidente del CAI Lazio Fabio Desideri, recatosi ad Amatrice (RI), uno dei comuni più colpiti dal sisma, in mattinata ha affermato: “l’ospedale è inagibile, tutti i posti letto sono stati trasferiti fuori. Gli accessi al paese sono bloccati, passano solo i mezzi di soccorso. Al momento le condizioni meteo sono buone e non ostacolano le operazioni, è già stato allestito qualche accampamento per accogliere le persone sfollate”. Diversi Soci marchigiani del CAI, come ricorda il Presidente del CAI Marche Lorenzo Monelli, si sono già “resi disponibili a recarsi nelle aree teatro del terremoto per dare il proprio aiuto alle operazioni di soccorso”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del CAI Umbria Paolo Vandone: “ci stiamo coordinando con gli altri Gruppi regionali territorialmente coinvolti per capire insieme cosa serve, dove serve e come poter dare il nostro aiuto nella maniera più efficace possibile”. https://twitter.com/CAI150/status/768391228819898368" alt="

Terremoto Centro Italia, il Club alpino italiano apre raccolta fondi per le popolazioni colpite

A poche ore dal violento sisma che ha colpito il Centro Italia, il Club alpino italiano si mobilita per aiutare le aree interessate tra Lazio, Marche e Umbria. Tra le prime azioni concrete, oltre ad una tempestiva presa di contatto con i responsabili delle Regioni interessate, vi è stata l’apertura di un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle vittime del terremoto. Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, esprimendo il sincero cordoglio di tutto il Sodalizio per le vittime e la piena solidarietà, che non dovrà essere solo formale, alle popolazioni e ai Soci del CAI colpiti dal terremoto, ha dichiarato: “ancora una volta, a così breve distanza dal tragico sisma che nell’aprile 2009 ha colpito l’Abruzzo, le nostre Regioni dell’Italia centrale sono teatro di un altro drammatico evento naturale. Pur nella convinzione che le popolazioni colpite sapranno reagire con le capacità e la determinazione che le contraddistinguono, il CAI tutto deve sentirsi impegnato in una solidarietà concreta e in una vicinanza, per quanto possibile, anche operativa. Il conto immediatamente aperto vuole essere una prima risposta a favore del territorio e delle vittime”. Le coordinate bancarie per chiunque volesse contribuire a questo gesto di solidarietà sono:

Conto corrente “IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)” Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21 IBAN IT06 D056 9601 6200 0001 0373 X15

Il Presidente del CAI Lazio Fabio Desideri, recatosi ad Amatrice (RI), uno dei comuni più colpiti dal sisma, in mattinata ha affermato: “l’ospedale è inagibile, tutti i posti letto sono stati trasferiti fuori. Gli accessi al paese sono bloccati, passano solo i mezzi di soccorso. Al momento le condizioni meteo sono buone e non ostacolano le operazioni, è già stato allestito qualche accampamento per accogliere le persone sfollate”. Diversi Soci marchigiani del CAI, come ricorda il Presidente del CAI Marche Lorenzo Monelli, si sono già “resi disponibili a recarsi nelle aree teatro del terremoto per dare il proprio aiuto alle operazioni di soccorso”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del CAI Umbria Paolo Vandone: “ci stiamo coordinando con gli altri Gruppi regionali territorialmente coinvolti per capire insieme cosa serve, dove serve e come poter dare il nostro aiuto nella maniera più efficace possibile”. https://twitter.com/CAI150/status/768391228819898368">

A poche ore dal violento sisma che ha colpito il Centro Italia, il Club alpino italiano si mobilita per aiutare le aree interessate tra Lazio, Marche e Umbria. Tra le prime azioni concrete, oltre ad una tempestiva presa di contatto con i responsabili delle Regioni interessate, vi è stata l’apertura di un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle vittime del terremoto. Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, esprimendo il sincero cordoglio di tutto il Sodalizio per le vittime e la piena solidarietà, che non dovrà essere solo formale, alle popolazioni e ai Soci del CAI colpiti dal terremoto, ha dichiarato: “ancora una volta, a così breve distanza dal tragico sisma che nell’aprile 2009 ha colpito l’Abruzzo, le nostre Regioni dell’Italia centrale sono teatro di un altro drammatico evento naturale. Pur nella convinzione che le popolazioni colpite sapranno reagire con le capacità e la determinazione che le contraddistinguono, il CAI tutto deve sentirsi impegnato in una solidarietà concreta e in una vicinanza, per quanto possibile, anche operativa. Il conto immediatamente aperto vuole essere una prima risposta a favore del territorio e delle vittime”. Le coordinate bancarie per chiunque volesse contribuire a questo gesto di solidarietà sono:

Conto corrente “IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)” Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21 IBAN IT06 D056 9601 6200 0001 0373 X15

Il Presidente del CAI Lazio Fabio Desideri, recatosi ad Amatrice (RI), uno dei comuni più colpiti dal sisma, in mattinata ha affermato: “l’ospedale è inagibile, tutti i posti letto sono stati trasferiti fuori. Gli accessi al paese sono bloccati, passano solo i mezzi di soccorso. Al momento le condizioni meteo sono buone e non ostacolano le operazioni, è già stato allestito qualche accampamento per accogliere le persone sfollate”. Diversi Soci marchigiani del CAI, come ricorda il Presidente del CAI Marche Lorenzo Monelli, si sono già “resi disponibili a recarsi nelle aree teatro del terremoto per dare il proprio aiuto alle operazioni di soccorso”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del CAI Umbria Paolo Vandone: “ci stiamo coordinando con gli altri Gruppi regionali territorialmente coinvolti per capire insieme cosa serve, dove serve e come poter dare il nostro aiuto nella maniera più efficace possibile”. https://twitter.com/CAI150/status/768391228819898368">

Terremoto Centro Italia, il Club alpino italiano apre raccolta fondi per le popolazioni colpite

A poche ore dal violento sisma che ha colpito il Centro Italia, il Club alpino italiano si mobilita per aiutare le aree interessate tra Lazio, Marche e Umbria. Tra le prime azioni concrete, oltre ad una tempestiva presa di contatto con i responsabili delle Regioni interessate, vi è stata l’apertura di un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle vittime del terremoto. Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, esprimendo il sincero cordoglio di tutto il Sodalizio per le vittime e la piena solidarietà, che non dovrà essere solo formale, alle popolazioni e ai Soci del CAI colpiti dal terremoto, ha dichiarato: “ancora una volta, a così breve distanza dal tragico sisma che nell’aprile 2009 ha colpito l’Abruzzo, le nostre Regioni dell’Italia centrale sono teatro di un altro drammatico evento naturale. Pur nella convinzione che le popolazioni colpite sapranno reagire con le capacità e la determinazione che le contraddistinguono, il CAI tutto deve sentirsi impegnato in una solidarietà concreta e in una vicinanza, per quanto possibile, anche operativa. Il conto immediatamente aperto vuole essere una prima risposta a favore del territorio e delle vittime”. Le coordinate bancarie per chiunque volesse contribuire a questo gesto di solidarietà sono:

Conto corrente “IL CAI PER IL SISMA DELL’ITALIA CENTRALE (LAZIO, MARCHE E UMBRIA)” Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21 IBAN IT06 D056 9601 6200 0001 0373 X15

Il Presidente del CAI Lazio Fabio Desideri, recatosi ad Amatrice (RI), uno dei comuni più colpiti dal sisma, in mattinata ha affermato: “l’ospedale è inagibile, tutti i posti letto sono stati trasferiti fuori. Gli accessi al paese sono bloccati, passano solo i mezzi di soccorso. Al momento le condizioni meteo sono buone e non ostacolano le operazioni, è già stato allestito qualche accampamento per accogliere le persone sfollate”. Diversi Soci marchigiani del CAI, come ricorda il Presidente del CAI Marche Lorenzo Monelli, si sono già “resi disponibili a recarsi nelle aree teatro del terremoto per dare il proprio aiuto alle operazioni di soccorso”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del CAI Umbria Paolo Vandone: “ci stiamo coordinando con gli altri Gruppi regionali territorialmente coinvolti per capire insieme cosa serve, dove serve e come poter dare il nostro aiuto nella maniera più efficace possibile”. https://twitter.com/CAI150/status/768391228819898368

A poche ore dal violento sisma che ha colpito il Centro Italia, il Club alpino italiano si mobilita per aiutare le aree interessate tra Lazio, Marche e Umbria. Tra le prime azioni concrete, oltre...

Una forte scossa di terremoto colpì Siena in Toscana. INGV Terremoti ricorda oggi con un articolo, il forte sisma occorso sabato 26 maggio 1798, vigilia di Pentecoste, poco dopo l’una del pomeriggio. Viviana Castelli (INGV, Sede di Ancona) inizia mostrando il resoconto di Anton Francesco Bandini, il diarista che ci ha lasciato una minuziosissima cronaca giornaliera dei fatti senesi nel periodo 1786-1838. Poi ci si immerge in dati e analisi più tecnici: “In base alle conoscenze attuali, Siena nell’ultimo millennio ha risentito effetti sismici di intensità massima pari al grado 7 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) dovuti a terremoti di origine locale o regionale. Se si può parlare di terremoti tipici di una località, l’analisi della storia sismica di Siena indica che gli eventi che in passato sono stati più significativi per la città sono di due tipi”. L’articolo dal titolo “I terremoti nella STORIA: 26 maggio 1798, un terremoto di fine secolo XVIII a Siena” può essere letto seguendo questo link.">Il forte Terremoto di Siena, il reportage del 26 maggio ... di qualche secolo faUna forte scossa di terremoto colpì Siena in Toscana. INGV Terremoti ricorda oggi con un articolo, il forte sisma occorso sabato 26 maggio 1798, vigilia di Pentecoste, poco dopo l’una del pomeriggio. Viviana Castelli (INGV, Sede di Ancona) inizia mostrando il resoconto di Anton Francesco Bandini, il diarista che ci ha lasciato una minuziosissima cronaca giornaliera dei fatti senesi nel periodo 1786-1838. Poi ci si immerge in dati e analisi più tecnici: “In base alle conoscenze attuali, Siena nell’ultimo millennio ha risentito effetti sismici di intensità massima pari al grado 7 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) dovuti a terremoti di origine locale o regionale. Se si può parlare di terremoti tipici di una località, l’analisi della storia sismica di Siena indica che gli eventi che in passato sono stati più significativi per la città sono di due tipi”. L’articolo dal titolo “I terremoti nella STORIA: 26 maggio 1798, un terremoto di fine secolo XVIII a Siena” può essere letto seguendo questo link." alt="Il forte Terremoto di Siena, il reportage del 26 maggio ... di qualche secolo faUna forte scossa di terremoto colpì Siena in Toscana. INGV Terremoti ricorda oggi con un articolo, il forte sisma occorso sabato 26 maggio 1798, vigilia di Pentecoste, poco dopo l’una del pomeriggio. Viviana Castelli (INGV, Sede di Ancona) inizia mostrando il resoconto di Anton Francesco Bandini, il diarista che ci ha lasciato una minuziosissima cronaca giornaliera dei fatti senesi nel periodo 1786-1838. Poi ci si immerge in dati e analisi più tecnici: “In base alle conoscenze attuali, Siena nell’ultimo millennio ha risentito effetti sismici di intensità massima pari al grado 7 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) dovuti a terremoti di origine locale o regionale. Se si può parlare di terremoti tipici di una località, l’analisi della storia sismica di Siena indica che gli eventi che in passato sono stati più significativi per la città sono di due tipi”. L’articolo dal titolo “I terremoti nella STORIA: 26 maggio 1798, un terremoto di fine secolo XVIII a Siena” può essere letto seguendo questo link.">

Una forte scossa di terremoto colpì Siena in Toscana. INGV Terremoti ricorda oggi con un articolo, il forte sisma occorso sabato 26 maggio 1798, vigilia di Pentecoste, poco dopo l’una del pomeriggio. Viviana Castelli (INGV, Sede di Ancona) inizia mostrando il resoconto di Anton Francesco Bandini, il diarista che ci ha lasciato una minuziosissima cronaca giornaliera dei fatti senesi nel periodo 1786-1838. Poi ci si immerge in dati e analisi più tecnici: “In base alle conoscenze attuali, Siena nell’ultimo millennio ha risentito effetti sismici di intensità massima pari al grado 7 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) dovuti a terremoti di origine locale o regionale. Se si può parlare di terremoti tipici di una località, l’analisi della storia sismica di Siena indica che gli eventi che in passato sono stati più significativi per la città sono di due tipi”. L’articolo dal titolo “I terremoti nella STORIA: 26 maggio 1798, un terremoto di fine secolo XVIII a Siena” può essere letto seguendo questo link.">Il forte Terremoto di Siena, il reportage del 26 maggio ... di qualche secolo faUna forte scossa di terremoto colpì Siena in Toscana. INGV Terremoti ricorda oggi con un articolo, il forte sisma occorso sabato 26 maggio 1798, vigilia di Pentecoste, poco dopo l’una del pomeriggio. Viviana Castelli (INGV, Sede di Ancona) inizia mostrando il resoconto di Anton Francesco Bandini, il diarista che ci ha lasciato una minuziosissima cronaca giornaliera dei fatti senesi nel periodo 1786-1838. Poi ci si immerge in dati e analisi più tecnici: “In base alle conoscenze attuali, Siena nell’ultimo millennio ha risentito effetti sismici di intensità massima pari al grado 7 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) dovuti a terremoti di origine locale o regionale. Se si può parlare di terremoti tipici di una località, l’analisi della storia sismica di Siena indica che gli eventi che in passato sono stati più significativi per la città sono di due tipi”. L’articolo dal titolo “I terremoti nella STORIA: 26 maggio 1798, un terremoto di fine secolo XVIII a Siena” può essere letto seguendo questo link.

Una forte scossa di terremoto colpì Siena in Toscana. INGV Terremoti ricorda oggi con un articolo, il forte sisma occorso sabato 26 maggio 1798, vigilia di Pentecoste, poco dopo l’una del pomeriggio. Viviana Castelli...

<strong>TERREMOTO OGGI TOSCANA</strong>. Una scossa di terremoto è stata avvertita oggi, giovedi’ 11 febbraio 2015, in tempo reale in <strong>Toscana</strong> con epicentro tra <strong>Casola in Lunigiana</strong> (Massa Carrara) e <strong>Minucciano</strong> (Lucca). Un terremoto di <strong>magnitudo ML 2.7</strong> è avvenuto nella provincia/zona Massa Carrara oggi 11-02-2016 15:18:06 (UTC), ossia oggi giovedì 11-02-2016 16:18:06 (UTC +01:00) ora italiana. INGV Terremoti ha confermato l’epicentro del terremoto nelle coordinate geografiche (lat, lon) 44.2, 10.21 ad una profondità di 11 km. Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma. Non ci sono notizie di danni a persone o cose.
Comuni entro 10 km dall’<strong>epicentro</strong>: Casola in Lunigiana MS, Minucciano LU, Giuncugnano LU, Piazza al Serchio LU, Sillano LU e Fivizzano MS. Il <strong>terremoto di oggi in Toscana</strong> è stato localizzato a 16 Km a NE di Carrara (64689 abitanti), 19 Km a N di Massa (68856 abitanti), 32 Km a E di La Spezia (92659 abitanti), 37 Km a N di Viareggio (61857 abitanti), 46 Km a NW di Lucca (87200 abitanti), 56 Km a N di Pisa (85858 abitanti), 64 Km a W di Pistoia (89101 abitanti), 65 Km a SW di Reggio nell’Emilia (162082 abitanti), 68 Km a S di Parma (175895 abitanti), 72 Km a N di Livorno (157052 abitanti), 76 Km a SW di Modena (179149 abitanti), 79 Km a W di Prato (185456 abitanti), 85 Km a SW di Carpi (67268 abitanti), 96 Km a W di Bologna (371337 abitanti), 97 Km a W di Firenze (358079 abitanti).

TERREMOTO OGGI TOSCANA. Una scossa di terremoto è stata avvertita oggi, giovedi’ 11 febbraio 2015, in tempo reale in Toscana con epicentro tra Casola in Lunigiana (Massa Carrara) e Minucciano (Lucca). Un terremoto di magnitudo ML 2.7 è avvenuto nella provincia/zona Massa Carrara oggi 11-02-2016 15:18:06 (UTC), ossia oggi giovedì 11-02-2016 16:18:06 (UTC +01:00) ora italiana. INGV Terremoti ha confermato l’epicentro del terremoto nelle coordinate geografiche (lat, lon) 44.2, 10.21 ad una profondità di 11 km. Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma. Non ci sono notizie di danni a persone o cose. Comuni entro 10 km dall’epicentro: Casola in Lunigiana MS, Minucciano LU, Giuncugnano LU, Piazza al Serchio LU, Sillano LU e Fivizzano MS. Il terremoto di oggi in Toscana è stato localizzato a 16 Km a NE di Carrara (64689 abitanti), 19 Km a N di Massa (68856 abitanti), 32 Km a E di La Spezia (92659 abitanti), 37 Km a N di Viareggio (61857 abitanti), 46 Km a NW di Lucca (87200 abitanti), 56 Km a N di Pisa (85858 abitanti), 64 Km a W di Pistoia (89101 abitanti), 65 Km a SW di Reggio nell’Emilia (162082 abitanti), 68 Km a S di Parma (175895 abitanti), 72 Km a N di Livorno (157052 abitanti), 76 Km a SW di Modena (179149 abitanti), 79 Km a W di Prato (185456 abitanti), 85 Km a SW di Carpi (67268 abitanti), 96 Km a W di Bologna (371337 abitanti), 97 Km a W di Firenze (358079 abitanti).

TERREMOTO OGGI TOSCANA. Una scossa di terremoto è stata avvertita oggi, giovedi’ 11 febbraio 2015, in tempo reale in Toscana con epicentro tra Casola in Lunigiana (Massa Carrara) e Minucciano (Lucca). Un terremoto di...

terremoto in Nepal occorso sabato 25 aprile. Il direttore della Caritas in Nepal, Pius Perumana, ha dichiarato che “il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Siamo oltre 3.000 morti, ma le stime considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare 6.000 persone”. Secondo un nuovo bilancio i feriti sono oltre 6.500 e migliaia sono gli sfollati e i senzatetto.">terremoto in Nepal occorso sabato 25 aprile. Il direttore della Caritas in Nepal, Pius Perumana, ha dichiarato che “il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Siamo oltre 3.000 morti, ma le stime considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare 6.000 persone”. Secondo un nuovo bilancio i feriti sono oltre 6.500 e migliaia sono gli sfollati e i senzatetto." alt="SISMA NEPAL – E’ una cifra impressionante quella descritta dalle previsioni della Caritas a seguito del devastante terremoto in Nepal occorso sabato 25 aprile. Il direttore della Caritas in Nepal, Pius Perumana, ha dichiarato che “il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Siamo oltre 3.000 morti, ma le stime considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare 6.000 persone”. Secondo un nuovo bilancio i feriti sono oltre 6.500 e migliaia sono gli sfollati e i senzatetto.">

terremoto in Nepal occorso sabato 25 aprile. Il direttore della Caritas in Nepal, Pius Perumana, ha dichiarato che “il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Siamo oltre 3.000 morti, ma le stime considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare 6.000 persone”. Secondo un nuovo bilancio i feriti sono oltre 6.500 e migliaia sono gli sfollati e i senzatetto.">SISMA NEPAL – E’ una cifra impressionante quella descritta dalle previsioni della Caritas a seguito del devastante terremoto in Nepal occorso sabato 25 aprile. Il direttore della Caritas in Nepal, Pius Perumana, ha dichiarato che “il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Siamo oltre 3.000 morti, ma le stime considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare 6.000 persone”. Secondo un nuovo bilancio i feriti sono oltre 6.500 e migliaia sono gli sfollati e i senzatetto.

SISMA NEPAL – E’ una cifra impressionante quella descritta dalle previsioni della Caritas a seguito del devastante terremoto in Nepal occorso sabato 25 aprile. Il direttore della Caritas in Nepal, Pius Perumana, ha dichiarato...