Sognando la Thailandia: alla scoperta della Muay Thai

La più irruente delle arti marziali, racchiude in sé due millenni di storia e tradizioni del popolo thailandese. Il parere e i consigli di Gianluca Colonnese, Direttore Tecnico Regionale Lazio della FIKBMS-CONI, la Federazione Italiana Kickboxing Muay...




La più irruente delle arti marziali, racchiude in sé due millenni di storia e tradizioni del popolo thailandese. Il parere e i consigli di Gianluca Colonnese, Direttore Tecnico Regionale Lazio della FIKBMS-CONI, la Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe.

Considerata dagli storici delle arti marziali la più irruente lotta mai concepita, la Muay Thai, sport nazionale in Thailandia, racchiude in sé oltre due mila anni di storia e tradizione. Conosciuta anche come boxe thailandese, è oggi molto diffusa anche in occidente, praticata sia da uomini sia da donne, ma non tutti ne conoscono simbologie e significati, per questo motivo, sarà tra gli argomenti affrontati dagli ambasciatori di viaggio di “Sognando la Thailandia”, progetto di social placement turistico promosso da Valica nell’ambito del progetto “Vita da Turista”, e realizzata in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Turismo Thailandese, PaesiOnLine.it, Europ Assistance e Skyscanner.

I tre ambasciatori di viaggio, scelti dagli internauti attraverso una selezione online (candidature aperte fino alle 13:00 del 12 novembre 2015, trascorreranno tre settimane a Pattaya, in Thailandia, dal 1 al 19 dicembre, con l’obiettivo di raccontare le bellezze di questa terra attraverso lo sport e in particolare tre discipline molto diffuse nella penisola: muay thai, golf e running. La prima con la quale si confronteranno i viaggiatori sarà la boxe thailandese, perché la più rappresentativa.

Pattaya Thailandia.

Considerata un’espressione culturale al pari della danza e del teatro, la boxe thailandese è un’arte marziale che valorizza l’evoluzione del gesto più che l’attacco, praticato già nel 200 A.C. dagli antichi e valorosi guerrieri Ao Lao. Due mani, due gomiti, due ginocchia, due piedi e la testa: erano le “nove armi” impiegate in battaglia dei guerrieri del Regno del Siam. Questa antichissima forma di combattimento fu elaborata oltre 2300 anni fa, al tempo delle migrazioni verso sud dei popoli thai, per consentire ai combattenti di difendere il sovrano da ogni tipo di minaccia, arrivando, se necessario ad uccidere a mani nude anche assalitori armati. Il primo importante avvenimento legato alla Muay Thai risale al 1774 quando Nai Khanom Dton, un guerriero thai, riuscì a difendersi contemporaneamente da 10 combattenti burmesi. Per il suo coraggio e il suo valore si guadagnò la libertà e due bellissime mogli. Da allora, in onore di Nai Khanom Dton, la Thailandia festeggia il 17 marzo tutti i boxer. Dal 1977, la disciplina ha iniziato a diffondersi anche in occidente.

“Si tratta di un’Arte Marziale che può essere praticata da tutti, dona benefici al livello fisico e aiuta a mantenere la forma. Può essere, inoltre, anche un valido aiuto per tutte quelle persone che vogliono seguire un percorso di difesa personale, anche se non è una disciplina utilizzata prettamente per questo scopo, fornisce una validissima base.

– Ha commentato Gianluca Colonnese, Direttore Tecnico Regionale Lazio della FIKBMS-CONI, la Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe. – Negli ultimi 10 anni questa disciplina si è diffusa in modo maggiore anche in Italia, ed oggi moltissime persone sia uomini che donne, in quanto si tratta di una disciplina che può essere praticata da tutti. Non ci sono, infatti, particolari difficoltà nell’iniziare a praticare la Muay Thai, la cosa più importante è la forza di volontà, dato la durezza dell’allenamento. Un consiglio, invece, per i viaggiatori che si alleneranno per la prima volta in Thailandia è quello di iniziare a gradi, a causa delle temperature molto diverse dalle nostre, e i campi molto spartani. Ma è d’obbligo dire che sono allo stesso tempo molto gentili e disponibili. L’importante, però, è rivolgersi sempre a scuole serie e con maestri competenti e, soprattutto, che insegnino la vera Muay Thai. Spesso in Italia spesso ci si imbatte in scuole che professano di insegnare Muay Thai e invece ci si ritrova a fare lezione di altre discipline, come il k1 e la kick boxing, ben distanti dalla boxe thailandese per tipologia di mosse e per retaggio storico.”

“Proprio in virtù della sua storia e della sua simbologia, – prosegue Colonnese – una delle prime cose che si insegna in un corso di Muay Thai è la simbologia e gli amuleti che si usano nella medesima, uno dei motti di un praticante di Muay Thai è non esiste Muay Thai senza Ram Muay. La Ram Muay detta anche Way Kru (in lingua thai omaggio al maestro) è una danza rituale che si effettua prima di ogni incontro come suddetto proprio per omaggiare il proprio maestro (Kru), il proprio campo in lingua thai (Kai Muay) e i propri antenati ci sono molti tipi di Ram Muay ognuna diversa dall’altra, proprio per distinguere ogni kai muay”.

Sognando la Thailandia è un progetto nato con l’obiettivo di raccontare destinazioni turistiche in modo innovativo e non convenzionale, attraverso i racconti di insoliti “ambasciatori di viaggio” e utilizzando strumenti multimediali di social placement. Quest’anno i partecipanti al progetto saranno tre, ognuno appartenente ad una categoria diversa: turista per passione, travel blogger, agente di viaggio. I viaggiatori racconteranno la propria esperienza attraverso video, foto e post condivisi su un diario di viaggio dedicato e sugli ambienti social di tutti i partner.

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