Primo bilancio della fatturazione elettronica

L’obbligo di fatturazione elettronica è entrato in vigore ormai da oltre sei mesi e si può quindi tratteggiare un primo bilancio sull’andamento di questo provvedimento. Per prima cosa ricordiamo che la fatturazione elettronica è divenuta obbligatoria...



Primo bilancio della fatturazione elettronica.

L’obbligo di fatturazione elettronica è entrato in vigore ormai da oltre sei mesi e si può quindi tratteggiare un primo bilancio sull’andamento di questo provvedimento. Per prima cosa ricordiamo che la fatturazione elettronica è divenuta obbligatoria nei rapporti con le PA (pubbliche amministrazioni) già a partire dal giugno 2014, mentre risale al giorno 1 gennaio 2019 l’estensione dell’obbligo anche per rapporti B2B (cioè tra aziende) e B2C (cioè tra aziende e consumatore finale) che rappresentano quindi una grossa fetta della fatturazione generale esistente.

Le cifre

Proprio per questo si attendeva di stilare un primo bilancio sull’efficacia della fatturazione elettronica nella sua totalità, e l’esito sembra essere positivo. Uno studio condotto dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2B della School of Management del Politecnico di Milano segnala infatti che il numero di transazioni totale si è attestato a 854 milioni, il cui 54% è intercorso tra aziende, il 44% tra privati e il 2% verso Pubbliche Amministrazioni.

La cifra aggiornata al 2 luglio invece dice che è stato superato il miliardo di fatture, a ulteriore conferma che il trend è senz’altro positivo. Ciò va inoltre a rispecchiare un sostanziale beneficio per l’attività delle aziende, che esse identificano in primis con la maggiore semplicità nella gestione della contabilità (sin dalla fase di ricezione, che è immediata, attraverso poi quelle di controllo e registrazione).

Solo in alcuni casi – limitati maggiormente alle Piccole e Medie Imprese – le aziende hanno sottolineato come non solo non abbiano avuto benefici, ma che anzi il procedimento di fatturazione sia divenuto più macchinoso.

Andando ad osservare più nel dettaglio, l’Agenzia delle Entrate rileva che il settore trainante è quello del commercio (sia all’ingrosso che al dettaglio) che, insieme al comparto di riparazione di autoveicoli, ha inoltrato oltre 250 milioni di fatture. A seguire si piazzano i fornitori di luce e gas che hanno contribuito con oltre 183 milioni di fatture e a stretto giro il settore della comunicazione con oltre 160 milioni di invii. Il tutto ha rappresentato un introito da parte dello Stato – comprendendo imponibile e imposta – per un valore di 1689 miliardi di euro.

Si rileva però una forte discrasia tra le cifre riguardanti il nord Italia e quelle riguardanti il sud. Basti pensare che l’intero meridione ha concorso per il 12% al totale della fatturazione, mentre la sola Lombardia è attestata al 32%, e il nord nella sua totalità supera il 50%, il che sta a indicare una atavica e strutturale reticenza del sud Italia al concetto stesso di fatturazione, strizzando un po’ troppo spesso l’occhio all’evasione fiscale.

Rimane ingente il numero delle deleghe che l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato in questi primi sei mesi. La cifra si attesta a 8 milioni. Ciò significa che le aziende tendono ancora fortemente ad affidarsi a commercialisti e intermediari per stilare la loro dichiarazione e tenere in ordine i propri conti, nonostante questa semplificazione nella metodologia di fatturazione andasse proprio nella direzione di aiutare le imprese e renderle potenzialmente autonome nella compilazione dei propri registri.

Tuttavia, un aiuto per gli imprenditori sta arrivando recentemente dallo sviluppo di alcune piattaforme di gestione che risultano essere molto efficaci per la standardizzazione dei processi di ricezione, catalogazione e rendicontazione delle fatture. Le novità per chi fa rifornimento ad esempio hanno avviato lo sviluppo di app e supporti che permettono di creare unici documenti riepilogativi che racchiudono riconciliazioni coi distributori di benzina e relativi pagamenti: una volta ricevuta la fattura telematica infatti basterà caricarla sulla piattaforma, e questa si occuperà di catalogare il tutto ed eventualmente di trasmettere le fatture al commercialista, automatizzando e – quindi – velocizzando incredibilmente i processi aziendali.

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