Avviso ai consumatori, presenza di ossido di etilene in un lotto di preparato in polvere per cioccolata calda

Attraverso il sistema di allerta per alimenti del sito internet del ministero della Salute, nella sezione destinata ai richiami dei prodotti alimentari, il dicastero ha comunicato la non conformità di un lotto di preparato in polvere per cioccolata calda...



Attraverso il sistema di allerta per alimenti del sito internet del ministero della Salute, nella sezione destinata ai richiami dei prodotti alimentari, il dicastero ha comunicato la non conformità di un lotto di preparato in polvere per cioccolata calda a marchio Naturera Polot. Il motivo si deve alla possibile presenza di ossido di etilene in uno degli ingredienti principali del prodotto: la farina di semi di carrube. La ragione dell’OSA con la quale il prodotto è commercializzato è General Fruit Srl, prodotto da Granulati Italia spA, con sede ufficiale in via B. Colleoni, 10 a Boltiere in provincia di Bergamo.

  • Si tratta del lotto numero: L2100015, con data di scadenza al: 18/01/2024.

L’ossido di etilene è un composto organico semplice, comunemente usato nell’industria alimentare per igienizzare e sterilizzare gli alimenti. È ottenuto dall’ossidazione dell’etilene con olefina (idrocarburo). L’impiego dell’ossido di etilene è bandito nella produzione alimentare europea in quanto potenzialmente cancerogeno.

L’ossido di etilene può essere presente in forma liquida, ma per il suo punto di ebollizione molto basso (pari a 10,7°C), può essere presente anche in forma gassosa. È per le sue proprietà germicide che viene utilizzato in molti campi, dalla chirurgia alla pulizia dei biberon, alla protezione di magazzini o silos da contaminazioni esterne.

L’ossido di etilene si utilizza, prevalentemente, in aggiunta a questi ingredienti: semi di sesamo e altri prodotti come riso, noci, fagioli, cereali, spezie, frutta e verdura, semi, cereali, caffè, spezie, gomma di guar (E412) e farina di semi di carruba (E410). A titolo precauzionale, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda comunque i clienti a non consumare il prodotto eventualmente acquistato.

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