Questi aggiornamenti normativi rappresentano un’opportunità importante per molti italiani di alleggerire il proprio carico finanziario.
Con l’avvicinarsi del 2026, cresce l’attesa tra i contribuenti italiani per capire quali debiti potranno essere considerati estinti per effetto della prescrizione. Questo meccanismo giuridico permette infatti di non dover più pagare alcune somme se trascorso un determinato periodo senza che il creditore abbia intrapreso azioni efficaci per il recupero.
La normativa vigente prevede termini di prescrizione differenziati in base alla natura del debito e alla tempestività dell’azione del creditore. Di seguito, un approfondimento sui principali casi che interesseranno cittadini e imprese dal prossimo anno.
Termini di prescrizione delle cartelle esattoriali nel 2026
Le cartelle esattoriali rappresentano una delle fonti di preoccupazione più diffuse. Dal 2000 al 2024, l’ammontare complessivo dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha raggiunto la cifra di 1.273 miliardi di euro. La loro prescrizione varia in base al tipo di tributo o sanzione cui si riferiscono:
- Prescrizione decennale (10 anni): si applica a tributi come Irpef, Iva, Ires, Irap, imposta di bollo, imposta di registro, imposta catastale, Canone Rai, contributi alle Camere di Commercio e Tosap. Nel 2026, quindi, si prescriveranno le cartelle relative a questi debiti la cui ultima notifica o atto interruttivo risale al 2016, a condizione che non siano stati effettuati atti interruttivi successivi.

I vari tipi di prescrizione – notizieindiretta.it
- Prescrizione quinquennale (5 anni): riguarda debiti quali Imu, Tasi, Tari, contributi Inps e Inail, multe stradali e sanzioni amministrative. Le cartelle notificate nel 2021 rientreranno in questa categoria e si prescriveranno nel 2026, salvo interruzioni.
- Prescrizione triennale (3 anni): si applica al bollo auto, i cui debiti notificati nel 2023 si prescrivono nel 2026. Lo stesso termine riguarda anche i compensi professionali e le prestazioni di lavoro superiori a un mese.
È importante sottolineare che la decorrenza della prescrizione per le cartelle esattoriali inizia il giorno successivo alla notifica. Per i tributi non ancora iscritti a ruolo, invece, la prescrizione decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il debito è sorto.
Debiti con prescrizione quinquennale e decennale in scadenza
Nel 2026 si prescriveranno anche altri tipi di debiti, distinti per durata della prescrizione:
- Debiti a prescrizione quinquennale: includono canoni di locazione, bollette telefoniche, spese condominiali ordinarie, spese di ristrutturazione, crediti da lavoro, interessi bancari, risarcimenti per danni, debiti assicurativi, abbonamenti, titoli di Stato al portatore, alimenti e assegni di mantenimento, omessa dichiarazione dei redditi. L’ultimo atto interruttivo risalente al 2021 implica la prescrizione di tali debiti nel 2026.
- Debiti a prescrizione decennale: si tratta di importi relativi a ticket sanitari, finanziamenti, prestiti e mutui, fatture, spese condominiali straordinarie, sentenze di pagamento e decreti ingiuntivi. Anche qui, il termine di prescrizione decorre dall’ultimo atto del 2016.
Casi particolari di prescrizione breve e presuntiva
Alcuni debiti si prescrivono con termini ancora più ridotti o con modalità particolari:
- La prescrizione di 1 anno riguarda compensi per lezioni, prestazioni di lavoro inferiori a un mese, pensioni e istruzione in convitti, compensi degli ufficiali giudiziari, prezzo dei medicinali, pagamenti per beni acquistati al dettaglio senza fini commerciali. Tuttavia, questa è una prescrizione presuntiva, poiché il creditore può comunque dimostrare l’inesistenza della prescrizione.
- La prescrizione di 2 anni è prevista per bollette e spese condominiali dovute dall’inquilino insieme al canone d’affitto.
Inoltre, il debito relativo a vitto e alloggio nelle strutture ricettive come alberghi e B&B rientra nei casi di prescrizione breve, purché non vi siano stati atti interruttivi.
Per i contribuenti è essenziale tenere sotto controllo le date delle notifiche e degli eventuali atti interruttivi, poiché questi ultimi possono bloccare o far ripartire i termini di prescrizione, prolungando quindi la durata del debito.
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