Cassazione blocca licenziamento medico obiettore di coscienza

La Cassazione ha fermato il licenziamento del medico obiettore di coscienza che si è rifiutato di assistere nell'aborto farmacologico di una paziente.



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La Cassazione ha deciso di fermare il licenziamento disciplinare del medico obiettore di coscienza che si è rifiutato di assistere nell’aborto farmacologico di una paziente in ospedale pubblico.

Sebbene il medico sia stato inadempiente e avrebbe dovuto farsi carico della situazione come guardia medica notturna, la Cassazione ha ritenuto che la paziente non corresse rischi per la sua salute e che la condotta del medico causasse solo disagi alla paziente e al collega, senza danni all’azienda sanitaria.

Cinque dei dieci motivi di ricorso proposti dal medico sono stati accolti dalla Cassazione, che ha chiesto una valutazione di proporzionalità della sanzione senza danni alla salute e all’azienda.

La paziente si era presentata in ospedale senza passare per il pronto soccorso e gli effetti dell’aborto farmacologico si erano manifestati in anticipo a causa dell’altro medico che si trovava a casa. Il medico obiettore, che aveva seguito la paziente nei giorni precedenti, non ha invocato la sua obiezione come scriminante e ha buttato giù dal letto il collega fuori servizio che avrebbe dovuto seguire la paziente.

La sentenza della Cassazione ha stabilito che la paziente non era in pericolo di vita e che il rifiuto del medico obiettore non era del tutto incongruo, determinando l’intervento del medico di fiducia della paziente che ha risolto positivamente il caso.

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