Eurostat: in Italia alta media di numero di morti per incidenti stradali

L’Italia è classificata tra i paesi con un numero di morti per incidenti stradali, in rapporto alla popolazione, sopra in più rispetto alla media europea, secondo i dati Eurostat, il centro di statistica dell’Ue, pubblicati il 24 giugno. In Italia,...



Eurostat: in Italia alta media di numero di morti per incidenti stradali

L’Italia è classificata tra i paesi con un numero di morti per incidenti stradali, in rapporto alla popolazione, sopra in più rispetto alla media europea, secondo i dati Eurostat, il centro di statistica dell’Ue, pubblicati il 24 giugno. In Italia, nel 2019, 3.173  persone hanno perso la vita (morti entro 30 giorni dall’evento), secondo ISTAT. In rapporto alla popolazione, il Paese ha registrato 53 morti per incidenti stradali per 1 milione di abitanti. La Romania guida in Europa (con 96 vittime della strada per milione di abitanti), la Bulgaria (90), seguita dall’Albania. Secondo Eurostat, nel 2019, il numero di persone morte in incidenti stradali è diminuito del 2,5% rispetto al 2018. Il numero totale di persone morte in incidenti stradali nell’UE è stato di 22.756, di cui il 44% in auto, il 20% pedoni, il 16% sui motocicli, il 9% sulle biciclette e l’11% nelle altre categorie (compresi veicoli leggeri e pesanti, autobus e motocicli).

Negli ultimi 10 anni il numero delle vittime della strada nell’UE ha registrato una tendenza al ribasso. Rispetto al 2009, il numero delle vittime della strada è diminuito di oltre 10.000 persone (-31%), da quasi 33.000 a meno di 23.000 nel 2019. Rispetto alla popolazione di ciascuno Stato membro, i livelli più bassi di vittime della strada nel 2019 sono stati osservati in Svezia (22 vittime della strada per milione di abitanti), Irlanda (29), Malta (32), Paesi Bassi e Danimarca (entrambi 34), davanti a Germania e Spagna (entrambe 37). All’estremo opposto della scala, i livelli più alti sono stati registrati in Romania (96 vittime della strada per milione di abitanti), Bulgaria (90), Polonia (77) e Croazia (73).

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