Gioco d’azzardo in Italia: lo scenario 2019

Il 2019 sarà un anno centrale per il gioco d’azzardo in Italia, uno spartiacque destinato a restare negli annali del settore gambling proprio come lo fu il 2007 con il Decreto Bersani, che aprì la strada alla legalizzazione sul versante on-line. Partiamo...




Gioco d'azzardo in Italia: lo scenario 2019.

Il 2019 sarà un anno centrale per il gioco d’azzardo in Italia, uno spartiacque destinato a restare negli annali del settore gambling proprio come lo fu il 2007 con il Decreto Bersani, che aprì la strada alla legalizzazione sul versante on-line.

Partiamo dai dati riguardanti il settore per valutare il peso delle disposizioni del Governo sullo scenario attuale. Nel 2017 la raccolta totale ha superato l’incredibile cifra di 100 miliardi di euro e, anche se i dati non sono ancora ufficiali, sembra che il 2018 sia stato ancora più proficuo. Di tutto il settore, il comparto on-line continua ad essere quello che funziona meglio e che registra i risultati migliori. Rappresenta infatti un quarto del settore e prosegue incessantemente la sua crescita (+59% rispetto al 2015), anche grazie ad un’offerta ampliatasi in maniera esponenziale sui siti dei gestori. Le sale di slot on-line sono oggi veri e propri casinò virtuali, con decine e decine di giochi a disposizione degli utenti registrati. A beneficiare della crescita del gioco, oltre ai gestori, sono state la casse dello Stato, visto che l’Erario ha attinto largamente e in termini di milioni di euro ai ricavi delle Società di gioco. Ma la tassazione aumenterà ulteriormente, come previsto dal “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”.

Nel quadro piuttosto ampio della manovra, risulta particolarmente significativo l’incremento del prelievo su slot e videolottery, che da sole hanno messo in moto nel 2017 un giro d’affari da 49 miliardi di euro (Fonte: Libro Blu 2017 redatto da Agenzia Dogane e Monopoli). Le slot sono diffuse capillarmente sul territorio, ma già i precedenti governi avevano iniziato un’opera di rimozione (meno 140.000 unità soltanto nel 2016, per una riduzione del 34%). Le VLT sono invece meno di 60.000 in totale.

Sia per VLT che per le slot, la Legge di Bilancio prevede un incremento della tassazione.

L’aumento dovrebbe avere l’effetto di ostacolare o almeno scoraggiare il gioco presso questi videoterminali, percepiti spesso dai cittadini come una vera e propria piaga sociale. Ad ogni modo, la tassazione aumenterà per le slot dell’1,35%, mentre per le VLT la maggiorazione sarà dell’1,25%. Si abbasserà invece il payout, arrivando precisamente all’84% per le VLT e al 68% per le slot.

Ma la tassazione subirà un incremento per tutto il settore, con la sola eccezione dell’ippica, forse per lo stato di crisi in cui versa. Il prelievo per poker, bingo e giochi di casinò sarà del 25%. Nel mondo del betting (ippica esclusa) si arriverà al 20% sulle scommesse sulla rete fisica e 24% sulle scommesse online.

Prima ancora del Bilancio previsionale, era stato il Decreto Dignità a svelare gli intenti del Governo in materia di gioco d’azzardo. Il Decreto, varato nell’estate 2018, diventerà “operativo” in modo graduale nel corso del 2019 e oltre. Con il Decreto, sono divenute illegali già dal 1° gennaio le sponsorizzazioni delle società sportive, mentre bisognerà attendere l’estate per il divieto completo su qualunque mezzo di qualsiasi forma di pubblicità, pena sanzioni pecuniarie anche piuttosto severe.

Sembra perciò che la dissuasione sia una delle strategie prescelte per contrastare il fenomeno delle ludopatie (che, peraltro, cambieranno nome in “disturbo da gioco d’azzardo”), specialmente tra i più giovani. La diffusione del gioco tra i minorenni è infatti una delle tematiche all’ordine del giorno per chi si occupa di gioco d’azzardo. Nonostante la pratica sia illegale, arriva al 37% la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che ha dichiarato di aver giocato nel 2017. Di questi, il 13,5% ha evidenziato situazioni di rischio di dipendenza ludopatica, pertanto è comprensibile che le forze politiche siano alla ricerca di strumenti concreti per prevenire il fenomeno.

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