Giornata mondiale della superstizione: i single italiani credono nella sfortuna

Amore e superstizione: 6 single su 10 credono nella sfortuna. In attesa della giornata mondiale contro la superstizione, Meetic ha chiesto alla community italiana quanto la “iella” incida nella loro vita privata. Il risultato? Lo specchio rotto o...

Giornata mondiale della superstizione: i single italiani credono nella sfortuna

Amore e superstizione: 6 single su 10 credono nella sfortuna. In attesa della giornata mondiale contro la superstizione, Meetic ha chiesto alla community italiana quanto la “iella” incida nella loro vita privata. Il risultato? Lo specchio rotto o il gatto nero fanno ancora paura a molti, ma più di 8 single su 10 sfidano la sorte infischiandosene.

Per gli inglesi è venerdì 13, per gli italiani il 17. E quest’anno il calendario lo ha segnato per ben tre volte. Dopo quelli di febbraio e marzo, è arrivato il momento della giornata mondiale contro la superstizione, il cosiddetto “gatto nero day”, che cade proprio di venerdì 17 novembre. Ma davvero nel terzo millennio c’è ancora chi crede nella sfortuna ed è scaramantico? Secondo quanto emerge da un’indagine* condotta da Meetic, il leader europeo nel dating, la community italiana di single coinvolti conferma con il 59% di essere superstiziosa. Eppure solo il 20% ammette di possedere un amuleto capace di proteggere dalle iettature sfortuna e aiutare nelle difficoltà. La maggioranza si accontenta di una toccata di ferro e passa la paura.

In ogni caso, credere nella fortuna/sfortuna pare non sia un limite nelle relazioni. Il 75% dei single, infatti, sostiene che frequenterebbe senza pregiudizi una persona superstiziosa, anzi c’è di più. Secondo i dati del LoveGeist**, lo studio annuale sui single di tutta Europa, il 7% degli italiani crede che l’essere superstizioso è un’imperfezione a tutti gli effetti che, strano ma vero, nel 15% dei casi non viene vista come un difetto, ma bensì rende l’ipotetico partner ancora più interessante.

Tra le credenze più comuni, come afferma il 23% dei single, è lo specchio rotto quello che fa più paura, seguito dalla bottiglia di olio in frantumi con il 18% delle preferenze e il gatto nero che attraversa la strada con il 13%. Percentuali nettamente inferiori per il sale rovesciato, l’eptacaidecafobia (cioè la paura del numero 17), il carro funebre, il passare sotto una scala, l’ombrello aperto in posti chiusi, la scopa sui piedi e il cappello sul letto. Insomma, una serie di stranezze che trovano ancora un’audience notevole nel Bel paese e nel mondo.

Dato che “solo” superstizioni, ben l’85% dei single italiani coinvolti ha deciso che sfiderà coraggiosamente l’imminente venerdì 17 evitando di prendere particolari provvedimenti per farsi scudo dalla sfortuna. Anche se c’è sempre un buon 34% che ammette di utilizzare diversi portafortuna per affrontare situazioni simili. Quelli che vanno per la maggiore sono quelli legati alla tradizione, gli amuleti per antonomasia: dalla tenera coccinella (24%) alla classica toccata di ferro (21%) e l’intramontabile quadrifoglio (20%). Perdono smalto e diventano quasi desueti il mitico cornetto rosso (8%), le tradizionali corna (2%) e l’aglio (1%).

E se persino nella smorfia napoletana il numero 17 indica “a Disgrazzia”, nel linguaggio dell’amore è un plus che rende chi è scaramantico e superstizioso un pizzico più intrigante agli occhi dell’altro. Sarà perché l’amore è cieco? A cupido l’ardua sentenza!

*L’indagine è stata condotta da Meetic tra i membri della sua community dal 26 al 31 ottobre in un panel di 400 intervistati.

** Il LoveGeist è lo studio di riferimento europeo annuale sui single e gli incontri. Questa indagine è stata condotta da TNS per conto di Meetic in sei Paesi d’Europa e ha interessato oltre 7000 intervistati. In Italia l’indagine è stata condotta su un campione di 1000 single italiani tra i 18 ei 65 anni. Si definiscono “single” le persone che non sono impegnate in una relazione, indipendentemente dal loro stato civile. Durante l’analisi i dati sono stati accuratamente calibrati per riflettere la composizione del numero dei single in ogni Paese in base all’età e al sesso. Nel calcolo delle statistiche a livello europeo, si è tenuto conto delle dimensioni del Paese e della popolazione.