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I 5 prodotti per la pelle che usiamo tutti ma sono la rovina della pelle: parola di dermatologo

In un’epoca in cui la ricerca di una pelle luminosa e senza imperfezioni spinge molti a sperimentare ogni tipo di prodotto,Attenzione a questi prodotti (notizieindiretta.it)

Nel panorama in continua evoluzione della cura della pelle, la saggezza dermatologica si conferma più che mai fondamentale.

In un’epoca in cui la ricerca di una pelle luminosa e senza imperfezioni spinge molti a sperimentare ogni tipo di prodotto, è indispensabile conoscere quei cosmetici e trattamenti che anche i dermatologi più esperti evitano di applicare su sé stessi per tutelare la salute cutanea.

A tal proposito, emergono indicazioni aggiornate dagli specialisti di riferimento, che sottolineano come la salute della pelle dipenda molto più da ciò che si sceglie di non mettere sul viso, piuttosto che da ciò che si applica.

Le 5 categorie di prodotti sconsigliati dagli esperti per il viso

Tra i dermatologi più autorevoli, come la dr.ssa Angela Lamb, la dr.ssa Jeanine Downie, la dr.ssa S. Manjula Jegasothy, la dr.ssa Brooke Jackson e la dr.ssa Ava Shamban, c’è un consenso netto su alcuni prodotti cosmetici da evitare per preservare la pelle da irritazioni, danni e peggioramenti estetici.

Peeling chimici fai-da-te: La dermatologa Angela Lamb mette in guardia contro l’uso domestico di peeling chimici, specie quelli acquistati online senza supervisione medica. “Ho visto casi con arrossamenti, irritazioni, e in casi più gravi cicatrici e alterazioni di pigmentazione. A volte si manifestano anche reazioni allergiche,” avverte Lamb, che ribadisce l’importanza di affidarsi sempre a professionisti per questi trattamenti.

Spugne vegetali abrasive: La dr.ssa Jeanine Downie scoraggia l’uso di spugne vegetali o spugnette per la pulizia del viso, soprattutto per chi soffre di acne o eczema. Questi strumenti possono infatti danneggiare la barriera cutanea e fungere da veicolo per batteri, aggravando le condizioni della pelle.

Creme idratanti con collagene: La fondatrice del Miami Skin Institute, dr.ssa S. Manjula Jegasothy, spiega che le molecole di collagene non penetrano efficacemente negli strati più profondi della pelle. Perciò, applicare creme con collagene non rappresenta una soluzione efficace per ridurre le rughe o migliorare la tonicità cutanea.

Esfolianti abrasivi: La dr.ssa Brooke Jackson raccomanda di evitare creme esfolianti troppo aggressive, poiché possono irritare la pelle e causare iperpigmentazione. “L’acne non si risolve con l’esfoliazione; anzi, in molti casi si peggiora,” precisa, suggerendo una routine di pulizia delicata con detergenti cremosi e l’uso esclusivo delle mani per evitare irritazioni.

Dispositivi di micro perforazione domestici: La dermatologa di Beverly Hills Ava Shamban sottolinea i rischi di infezione legati all’uso casalingo di questi strumenti, che provocano microfori nella pelle compromettendo la sua funzione barriera. Tuttavia, non esclude l’utilizzo di micro-needling con radiofrequenza se eseguito da professionisti in ambienti sterili.

Gli specialisti concordano sull’importanza di affidarsi a dermatologi qualificati per valutare la condizione della pelle e definire trattamenti mirati

L’importanza di un approccio medico personalizzato nella cura della pelle(notizieindiretta.it)

Gli specialisti concordano sull’importanza di affidarsi a dermatologi qualificati per valutare la condizione della pelle e definire trattamenti mirati e sicuri, soprattutto per chi convive con patologie come acne, dermatiti o eczema. L’autotrattamento con prodotti non indicati può infatti peggiorare il quadro clinico e provocare danni estetici permanenti.

Parallelamente, emerge una maggiore consapevolezza sull’uso di prodotti solari e sulla protezione cutanea, un tema particolarmente rilevante anche per persone con pelle di colore. La dermatologa Jeanine Downie, nota anche per i suoi studi sulla protezione solare per runner e sportivi, ribadisce che la pelle di qualunque tonalità necessita di una protezione solare adeguata. Sebbene la melanina fornisca una certa protezione naturale, essa equivale a un SPF di circa 13, insufficiente a prevenire i danni causati dai raggi ultravioletti (UV).

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