Accanto alla questione salariale, la vera sfida per il pubblico impiego sarà quella di rendere il sistema più moderno, efficiente e attrattivo.
I dipendenti pubblici italiani si preparano a una nuova fase di incrementi salariali, con aumenti che variano da 52 a 184 euro mensili, differenziati in base al settore di appartenenza.
Questa importante novità si inserisce nel quadro del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2025-2027, un percorso che il governo intende portare a termine rapidamente per contrastare la perdita del potere d’acquisto e rilanciare la modernizzazione della pubblica amministrazione.
Incrementi salariali per le Funzioni centrali: Ministeri, Inps, Inail e agenzie fiscali
Il primo settore coinvolto è rappresentato dalle Funzioni centrali, che includono circa 200 mila dipendenti dei Ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici come Inps e Inail. Il ministro Paolo Zangrillo ha già definito l’atto di indirizzo, assegnando all’Aran un budget complessivo vicino ai dieci miliardi di euro per i rinnovi contrattuali.

Cosa devi sapere – notizieindiretta.it
Gli aumenti previsti sono strutturati in modo progressivo nei tre anni: 52 euro lordi al mese nel 2025, 105 euro nel 2026 e 158 euro nel 2027, per un incremento totale pari al 5,4%. Questa strategia vuole attenuare l’impatto finanziario sul bilancio pubblico e garantire un adeguamento graduale, che tenga conto delle stime inflazionistiche e della necessità di recuperare il potere d’acquisto eroso negli ultimi anni.
Aumenti per comparto: sanità, enti locali, scuola e ricerca
La trattativa proseguirà poi con i tavoli negoziali dedicati agli altri settori del pubblico impiego. A gennaio 2026 si apriranno le discussioni per la sanità, seguite da enti locali e comparto istruzione e ricerca.
Gli incrementi mensili stimati sono i seguenti:
– Sanità: fino a 184 euro lordi entro il 2027, l’aumento più consistente, giustificato dall’intensa pressione sui servizi sanitari e territoriali emersa negli ultimi anni.
– Enti locali: circa 150 euro a regime per i dipendenti comunali, con l’obiettivo di ridurre il gap retributivo accumulato nei cicli negoziali precedenti.
– Scuola e ricerca: per il personale Ata l’aumento sarà di circa 104 euro, per i docenti 142,80 euro e per i ricercatori si prevede un incremento significativo di 229 euro mensili, a sottolineare la volontà di valorizzare le professionalità tecnico-scientifiche strategiche per la competitività europea.
Inflazione e potere d’acquisto: una sfida ancora aperta
Nonostante i significativi investimenti, la questione dell’inflazione resta un nodo cruciale. Nel biennio 2022-2023 l’aumento dei prezzi ha raggiunto il 13,8%, mentre le previsioni Eurostat indicano che il tasso cumulato nel quinquennio 2022-2027 supererà il 20%. Questo significa che gli aumenti salariali, pur importanti, non riusciranno a recuperare completamente la perdita di potere d’acquisto subita dai lavoratori pubblici.
Le organizzazioni sindacali continuano a sottolineare la necessità di maggiori risorse per compensare il costo della vita, ma la risposta del governo risente dei vincoli di bilancio e della necessità di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo entro la fine del 2025.
Chi riceverà l'aumento - notizieindiretta.it






