INGV Terremoti: Cos’è e a che serve il rilievo macrosismico | Sismologia moderna

INGV Terremoti ha pubblicato un articolo dal titolo “Il rilievo macrosismico nella sismologia moderna: Il gruppo operativo QUEST dell’INGV“, nel...



INGV Terremoti: Cos'è e a che serve il rilievo macrosismico | Sismologia moderna

INGV Terremoti ha pubblicato un articolo dal titolo “Il rilievo macrosismico nella sismologia moderna: Il gruppo operativo QUEST dell’INGV“, nel quale ci spiega cos’è e a che serve il rilievo macrosismico. Di seguito alcuni punti e poi il link per andare ad approfondire il tema.

La sismologia moderna è una scienza prevalentemente strumentale. Oggi, infatti, le più recenti tecnologie mettono a nostra disposizione sofisticati e sensibili strumenti di ultima generazione, che permettono di registrare i più piccoli movimenti di deformazione della crosta terrestre, il passaggio delle più deboli onde sismiche, neppure lontanamente percepibili dall’uomo, ma anche le più forti accelerazioni del suolo prodotte dai grandi terremoti.

Abbiamo software che, usando i dati strumentali, consentono di ricostruire in 3D la frattura (faglia) che ha generato un forte terremoto e la distribuzione nel tempo e nello spazio di tutte le scosse di una sequenza sismica. In quest’ottica potremmo chiederci che senso abbia rilevare, ancora oggi, gli effetti causati da un terremoto sulle persone, sugli oggetti e sulle costruzioni, e assegnare un’intensità macrosismica ad ogni singola località come già si faceva 100 e più anni fa, agli albori della sismologia come disciplina scientifica.

In realtà la macrosismologia – quella branca della sismologia che studia gli effetti (transitori e permanenti) causati dai terremoti sul contesto antropico e ambientale, classificandoli in gradi di intensità secondo quei particolari strumenti che sono le scale macrosismiche – ha mantenuto un ruolo rilevante nell’ambito delle discipline sismologiche.

Le indagini macrosismiche sui forti terremoti hanno oggi una duplice funzione: da una parte ci sono i rilievi in emergenza svolti solitamente in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e con altre istituzioni (ENEA, CNR ecc.), che hanno lo scopo di individuare, già immediatamente dopo una forte scossa, l’area maggiormente danneggiata per fornire alla Protezione Civile indicazioni utili alla gestione dell’emergenza.

Questo tipo di rilievo viene svolto visionando le località colpite per valutare il danneggiamento generale di ciascuna di esse, danneggiamento che viene poi quantificato con un valore di intensità macrosismica assegnato ad ogni località sulla base della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (Sieberg, 1930) – da qui in poi MCS, che è la più idonea per una valutazione necessariamente speditiva.

Dall’altra, ci sono i rilievi di dettaglio dell’area più gravemente colpita, che hanno finalità più prettamente scientifiche. Questo tipo di indagine viene svolto sulla base della scala europea EMS98 (European Macroseismic Scale [Grünthal, 1998]), da qui in poi EMS, che contempla una casistica dettagliata di tipologie costruttive e

di livelli di danno miranti a rendere il più oggettiva possibile la valutazione dell’intensità.

Il rilievo svolto usando la EMS viene eseguito considerando la vulnerabilità e il livello di danno di ogni singolo edificio e quindi andando a considerare, per ogni località, la diffusione statistica dei diversi livelli di danno in relazione alla vulnerabilità sismica delle diverse tipologie edilizie colpite.

Va sottolineato che questo tipo di rilievo NON ha nulla a che vedere con il rilievo di agibilità delle singole unità abitative che viene effettuato da tecnici esperti (ingegneri, architetti), appositamente addestrati e che richiede una stima analitica dei danni con una valutazione di primo intervento ed un giudizio sull’agibilità dell’immobile.

La finalità scientifica del rilievo macrosismico è principalmente quella di recuperare e classificare lo scenario degli effetti (il dato di base), trasformandolo in un valore (intensità). Uno degli aspetti più interessanti e importanti è il confronto dei valori di intensità di un terremoto moderno con i terremoti  storici della stessa area.

Dei terremoti del passato, soprattutto quelli avvenuti prima dell’epoca strumentale moderna (cioè prima degli anni ’70 del secolo scorso), siamo in grado di ricostruire il quadro degli effetti macrosismici (la Sismologia Storica infatti si avvale della macrosismologia per studiare e classificare gli effetti sismici descritti nelle fonti storiche).

Utilizzando speciali algoritmi, i dati di intensità vengono convertiti in parametri macrosismici, cioè stime della localizzazione epicentrale e della magnitudo del terremoto del tutto equivalenti ai parametri strumentali moderni. Da qui l’importanza di confrontare la sismicità attuale con quella passata. In questo modo viene arricchito il catalogo parametrico dei terremoti italiani e il relativo database, che a loro volta sono essenziali per le stime di pericolosità sismica.

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